Da "Il sole 24 ore"

Inizio 2024 tra luci e ombre: tassi alti più a lungo e petrolio più caro, ma maggior fiducia e servizi in espansione. Ampio il divario di inflazione Italia-Eurozona, si allungano i tempi per il taglio dei tassi di interesse. Investimenti: nella seconda metà dell’anno è atteso meno freno dal credito ma ora è urgente accelerare sul PNRR. In Italia, per il lavoro gli indicatori sono in miglioramento, per i consumi finora ci sono segnali misti. I servizi trainano, per l’industria sembra avvicinarsi lo stop al calo, l’export è in ripresa ma tra nuovi rischi. Stagnazione nell’Area euro, negli USA segnali di frenata, mentre la Cina è in espansione.
Alleghiamo il link all'ultima Congiuntura Flash: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/dettaglio/congiuntura-flash-febbraio-2024

Fonte: Centro Studi Confindustria

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Il Comitato Regionale Piccola Industria e Adecco Italia promuovono un’indagine sul Mercato del Lavoro della regione Abruzzo.

Chiediamo pochi minuti del tuo tempo per rispondere a sette quesiti per realizzare una fotografia quanto più centrata da portare all’attenzione delle Istituzioni.

In questo particolare momento storico il mondo del lavoro sta subendo una profonda trasformazione.

Riteniamo il contributo delle aziende fondamentale e strategico per sensibilizzare i lavoratori, le Istituzioni e tutti gli stakeholders sul tema delle competenze, dell’occupabilità e delle posizioni maggiormente ricercate sul nostro territorio.

La compilazione del questionario potrà avvenire fino al 31 marzo 2024: i dati, una volta esaminati, saranno la base per elaborare delle proposte alla Regione Abruzzo sui processi di finanziamento e formazione in funzione delle reali esigenze delle aziende abruzzesi.

Per compilare il questionario cliccare QUI.

Fai sentire la tua voce, è importante! 

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L’RTT index è un nuovo indicatore sviluppato da Centro Studi Confindustria e TeamSystem che mensilmente misura la dinamica del volume di attività economica a partire dai dati di fatturato delle imprese (per ulteriori informazioni si veda la Nota metodologica). L’RTT registra una crescita di +0,8% a dicembre 2023 per il totale dell’economia italiana, sostenuta da servizi (+2,7%) e costruzioni, nonostante la flessione nell’industria (-2,8%). Secondo RTT a dicembre il volume di attività delle imprese del Nord-Ovest registra un lieve aumento (+0,6%), decelera al Centro (+0,9), va meglio al Nord-Est (+1,8%) e soprattutto nel Mezzogiorno, che cresce in doppia cifra.
FONTE: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/dettaglio/rtt-index-gennaio-2024
Il calo nell’industria segnalato da RTT è coerente con ciò che emerge dalla nuova indagine rapida CSC sull’attività delle grandi imprese industriali che segnala che è maggiore la quota di imprese che si aspettava una riduzione della produzione, rispetto alla quota di aziende che si aspettavano un aumento. A gennaio 2024 quasi la metà di un campione di grandi imprese industriali associate a Confindustria si attende un livello di produzione stabile rispetto a dicembre (47,1% dal 33,4% nel mese precedente). Le attese sulla domanda e sugli ordini migliorano a gennaio e saranno il principale fattore di traino nei prossimi mesi. Mentre è negativa la percezione su aumento dei costi, condizioni finanziarie, disponibilità di materiali, impianti e manodopera. La nuova indagine rapida nasce da una revisione dell’Indagine rapida CSC sulla produzione industriale condotta fino a giugno 2022. La nuova indagine si concentra sulle percezioni delle grandi imprese associate a Confindustria.
Fonte: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/dettaglio/nuova-indagine-rapida-produzione-industriale-Italia-gennaio-2024

Fonte:Centro Studi

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In questo particolare momento storico il mondo del lavoro sta subendo una profonda trasformazione.

Il Comitato Regionale Piccola Industria e Adecco Italia hanno avviato un’indagine sul Mercato del Lavoro della regione Abruzzo.

Chiediamo pochi minuti del tuo tempo per rispondere a sette quesiti per realizzare una fotografia quanto più centrata da portare all’attenzione delle Istituzioni.

Riteniamo il contributo delle aziende fondamentale e strategico per sensibilizzare i lavoratori, le Istituzioni e tutti gli stakeholders sul tema delle competenze, dell’occupabilità e delle posizioni maggiormente ricercate sul nostro territorio.

La compilazione del questionario dovrà avvenire entro il 31 gennaio 2024: i dati, una volta esaminati, saranno la base per elaborare delle proposte alla Regione Abruzzo sui processi di finanziamento e formazione in funzione delle reali esigenze delle aziende abruzzesi.

Per compilare il questionario cliccare QUI.

Fai sentire la tua voce, è importante! 

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Inizio 2024 con nuove tensioni e rischi, dopo un fine 2023 con buoni segnali, soprattutto nei servizi. Inflazione bassa in Italia, non ancora in Europa, e tassi attesi in calo, ma per ora il credito è più caro. Investimenti meno negativi, ma consumi incerti, mentre cresce il lavoro. Servizi in risalita, ma nell’industria un brusco calo e prospettive incerte per l’export italiano di beni. Nell’Eurozona ritmi divergenti, negli USA qualche segnale di frenata, mentre va bene la Cina.
Alleghiamo il link all'ultima Congiuntura Flash: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/dettaglio/congiuntura-flash-gennaio-2024

Fonte: Centro Studi.

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Informiamo le aziende associate che è online il nuovo numero della Rivista di Politica Economica dal titolo "Il posto della cultura. Industria, benessere, sviluppo civile". Il nostro Paese è un posto della cultura. Dall’eredità antica del greco-romano, al Rinascimento e oltre, con il più alto numero di siti Unesco al mondo e tradizioni radicate in tutte le arti, Italia è sinonimo di cultura. Ma qual è, oggi, il posto della cultura nella nostra società ed economia?

Consulta QUI la rivista di politica economica.

Fonte: Centro Studi Confindustria

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Segnaliamo la recente pubblicazione di Assonime 6/2023 - Le Zone Economiche Speciali in Italia: le ZES regionali e interregionali (2017-2023) e l’introduzione della nuova ZES Unica

​In questo Note e Studi viene illustrata l’esperienza italiana delle Zone Economiche Speciali (ZES), a partire dalla loro istituzione nel 2017, fino alla recente riforma destinata a entrare in vigore dal 1° gennaio 2024.

Le ZES costituiscono uno strumento di politica industriale diffuso a livello globale – ad oggi, sono circa 6.000 in tutto il mondo, con un’alta concentrazione in Cina – volto ad attirare investimenti e attività produttive all’interno dei territori nei quali sono istituite facendo leva su incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e misure di sostegno agli investimenti.
Il Note e Studi illustra le principali caratteristiche delle otto ZES, sei regionali e due interregionali, attualmente presenti nel territorio del Sud Italia ed effettua una prima ricognizione delle novità che caratterizzano la ZES Unica, destinata a estendere dal prossimo anno le misure di semplificazione amministrativa e il credito d’imposta per gli investimenti a tutto il Mezzogiorno, con rilevanti cambiamenti anche per quanto riguarda la governance.

Fonte: Note e studi 06_2023 (assonime.it) 

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Scende l’inflazione in Italia, ma i tassi sono alti e forse non ancora fermi, perciò il credito è troppo caro e meno disponibile. La crescita dell’economia italiana è ferma: i servizi sono in flessione e l’industria ancora debole. Gli investimenti vanno giù, i consumi sono quasi fermi, meglio l’export ma le prospettive non sono buone. L’Eurozona è vicina allo zero, la Cina stanzia 137 miliardi di stimoli, mentre negli USA sorprende in positivo la crescita nel 2023.
Alleghiamo il link all'ultima Congiuntura Flash: https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/dettaglio/congiuntura-flash-novembre-2023

Fonte: Centro Studi Confindustria.

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La pandemia prima e l’invasione russa dell’Ucraina poi hanno messo in grande evidenza il tema della vulnerabilità delle filiere di fornitura e dell’autonomia strategica dei paesi. In un sistema produttivo globale, che resta profondamente interconnesso, si nascondono passaggi specifici, che sono in alcuni casi molto concentrati per area geografica. Ciò impone un cambio di passo nelle politiche e nelle strategie di lungo periodo dei governi e delle imprese. Questi i temi al centro del volume del CSC- CATENE DI FORNITURA TRA NUOVA GLOBALIZZAZIONE E AUTONOMIA STRATEGICA, realizzato con il sostegno di Unicredit e consultabile sul sito di Confindustria.

Al seguente link il volume completo:  https://www.confindustria.it/home/centro-studi/prodotti/ricerche/rapporto/Scenari%20geoeconomici/rapporto-catene-di-fornitura-2023

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Segnaliamo che sabato 28 ottobre u.s. in diretta streaming sul sito di Confindustria è stato presentato il rapporto del Centro Sudi “L’economia italiana torna alla bassa crescita?”.

L’economia italiana ha frenato nella prima metà del 2023, una dinamica condivisa con l’intera Europa. La Germania, anzi, è scivolata in recessione. La seconda metà dell’anno sembra essere altrettanto difficile.

Nonostante la crescita negli USA, che sorprende, alle nostre produzioni manca il traino dei mercati esteri. Il prezzo del gas non è mai sceso ai valori pre-crisi energetica e quello del petrolio si è improvvisamente impennato: costi che pesano sui bilanci di imprese e famiglie.

L’inflazione resta elevata ma si intravede la fine del sentiero di rialzi dei tassi di interesse da parte della BCE e, sull’altra sponda dell’Atlantico, della FED. Intanto il credito per consumi e investimenti è diventato troppo caro e sta frenando la domanda interna.

Il 2024 sancirà il ritorno alla bassa crescita che ha caratterizzato il decennio pre-pandemico? Lo strumento per uscire dal pantano c’è, il PNRR, ma bisogna utilizzarlo subito, in pieno, al meglio.

Ha presentato il Rapporto il Direttore del Centro Studi Confindustria Alessandro Fontana.

Hanno partecipato alla discussione Pier Carlo Padoan (Presidente UniCredit S.p.A.) e Gelsomina Vigliotti (Vice Presidente Banca Europea degli Investimenti).

Ha concluso l'evento il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

Moderatore Dario Di Vico (Giornalista Corriere della Sera).

Clicca QUI per consultare il rapporto completo

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